Buoni Fruttiferi Postali rendimento e svantaggi



Molti risparmiatori si pongono la stessa domanda in merito ai buoni fruttiferi postali: conviene veramente investire in essi alla soglia del 2018? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei buoni fruttiferi postali?

La recente sposorizzazione televisiva in merito ai buoni postali garatiti dallo Stato promette investimenti sicuri, emessi da Cassa Depositi e Prestiti, con imposte sugli interessi pari al  12,5%, con un rimborso dei buoni disponibile in qualsiasi momento.

Il rendimento dei buoni fruttiferi postali è odiernamente basso, basti pensare che per un investimento di dieci anni il guadagno del contraente sarà pari allo 0,30%, proprio per questo viene da domandarsi se ne valga la pena. I buoni fruttiferi postali garantiti dallo Stato rappresentano uno strumento di investimento dunque sicuro, ma poco redditizio. Qualsiasi soggetto può richiedere di investire in tali buoni, in forma privata, come contraente, come pensionato, come piccolo risparmiatore. Il rendimento viene sempre garantito, mentre per acquistare i buoni fruttiferi postali sarà necessario recarsi presso gli uffici postali, con la sola commissione delle spese fiscali, prive di atto d’acquisto.

Poste Italiane sta cercando, grazie anche alla massiccia campagna pubblicitaria recente, di offrire un’alternativa ai rischi di un deposito in stallo di denaro presso gli istituti bancari, soggetti a imposte e oneri fiscali.

 

CHE COSA SONO I BUONI FRUTTIFERI POSTALI

I buoni fruttiferi postali assicurano una tipologia di titolo, garantita anche dallo Stato, per la restutuzione del capitale a seguito degli anni previsti, insieme agli interessi maturati sulla somma depositata (0,30% di interessi maturati in 10 anni).

Nonostante un interesse di maturazione basso sembra che i buoni fruttiferi postali siano tutt’oggi molto richesti, tanto che si contano almeno 200 miliardi di euro in capitali Bfp.



Depositare una cifra di denaro per investire in un buono fruttifero postale è un’operazione semplice: il contribuente deciderà l’importo della somma in suo possesso e vincolerà tale denaro per il un lasso di tempo desiderato. Il capitale resterà sempre a disposizione del soggetto e ciò significa che potrà essere rimborsato in qualsiasi momento, mentre per la maturazione degli interessi dovranno trascorrere almeno 6/12 mesi.

In sostanza, i buoni fruttiferi postali, non sono soggetti alle oscillazioni del mercato tipiche dei buoni del Tesoro, non prevedono quote di commissione di gestione, soltanto una spesa di 50 euro per la quota di iscrizione.

Il tempo per il quale si deciderà di bloccare la somma investita varierà i livelli di interessi maturati, partendo da un minimo del 0,15%.

I buoni fruttiferi postali si dividono inoltre in:

  • BFP Ordinari ( che prevedono un tasso a lunga durata, per un massimo di 20 anni, con l’accumulo di interessi a partire dal dodicesimo mese).
  • BFP dedicati ai minorenni
  • Piano di risparmio Piccoli, Buoni

Per convertire il buono fruttifero postale in denaro contante dovrà essere richiesto  il “rimborso”, presso l’ufficio postale, munito della documentazione necessaria (documenti d’identità e buono), in caso della sede d’ufficio postale diversa occorrerà attendere fino a 5 giorni per tale conversione.

 

VANTAGGI E SVANTAGGI DEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI

Tra i vantaggi dei buoni fruttiferi postali troviamo: la garanzia dello Stato sul rimborso in qualsiasi momento; nessuna spesa di commissione; nessuna imposta di bollo per somme inferiori ai 5 mila euro.

 

Quali sono invece gli svantaggi?

I buoni fruttiferi postali non presentano tutti la solita convenienza, per questo motivo sarà fondamentale saper scegliere attentamente prima di investire una somma di denaro; risultano non convenienti quando basati sull’andamento della Borsa o quando associati ai buoni del Tesoro; non posseggono spesso un interesse di maturazione redditizio.