Cancellazione Protesti: quando decade un protesto e cosa fare per cancellarlo



Cos’è

Il protesto, è l’atto con il quale un notaio, un ufficiale giudiziario o un segretario comunale, dichiarano il non versamento di un titolo di credito per effettuare un pagamento. Se un soggetto non riesce ad onorare entro i termini di scadenza un determinato pagamento, scatta il cosiddetto protesto che rappresenta l’atto pubblico con cui si contesta il mancato pagamento.

Una volta che scatta il protesto, l’ufficiale preposto provvede a trasmettere gli atti alla Camera di Commercio competente che nei primi 10 giorni del mese lo pubblica nell’elenco Ufficiale dei Protestati.

 

Come si Cancella

In caso di non pagamento di una cambiale o di un assegno, si può ottenere la cancellazione del protesto nei seguenti casi: se si effettua il pagamento dovuto entro i 12 mesi dalla levata del protesto, in caso di erroneità o illegittimità del protesto e dopo aver ottenuto la riabilitazione da parte del Tribunale di competenza. A partire dal 2000, la legge prevede che entro un anno dalla regolarizzazione del pagamento si può ottenere la cancellazione dall’elenco dei protestati dopo aver avanzato precisa istanza di cancellazione presso l’Ufficio Protesti della Camera di Commercio della propria zona.

Per avviare l’iter di cancellazione di un protesto, oltre a compilare un apposito modulo alla Camera di Commercio, occorre allegare una marca da bollo, il documento d’identità e il codice fiscale del creditore, la cambiale originale con quietanza di pagamento, l’atto di protesto, la fotocopia del documento di identità del debitore e pagare i diritti di segreteria. Va detto che per legge una volta trascorsi 5 anni il protesto decade automaticamente e scompare dal registro informatico della camera di commercio, quindi è come se non fosse mai esistito.



 

Protesto di una Società

Se il protesto riguarda una società, la richiesta di cancellazione dal registro dei protestati va sottoscritta dal legale che rappresenta l’azienda entro 5 anni. In questo caso, il legale della società nel modello di richiesta di riabilitazione, deve indicare la ragione o denominazione sociale completa della società e la visura camerale della società.

Nel caso in cui il decreto di cancellazione viene negato entro dieci giorni si può fare ricorso alla Corte d’Appello, se si ottiene il decreto occorre presentarlo contestualmente alla richiesta di cancellazione presso la Camera di Commercio, che entro 20 giorni provvederà alla cancellazione del protesto e alla pubblicazione nel Registro Protesti dell’avvenuta riabilitazione.

 

Riabilitazione

Se il pagamento della somma dovuta non viene effettuato entro un anno, il soggetto protestato dovrà prima ottenere una “riabilitazione”, secondo quanto stabilito dall’art. 17 della L. 108/96. La richiesta di riabilitazione deve contenere i dati anagrafici completi del debitore, una copia di un documento di identità valido, l’atto di protesto, le copie originali dei titoli protestati e la visura aggiornata dei protesti. Una volte che si è riabilitati dal tribunale competente, si può ottenere la cancellazione definitiva dal registro informatico dei protesti.

Per quanto riguarda i costi, la domanda di riabilitazione da presentare al Tribunale Civile della propria provincia di residenza, può avere costi differenti, ma in generale prevede un contributo unificato di circa 98 euro, una marca da bollo da 27 euro ed un’altra da 4,32 euro.